18 Settembre 2012 - Via Dolorosa - Il mio viaggio in Terrasanta

Vai ai contenuti

Menu principale:

18 Settembre 2012 - Via Dolorosa

18 Settembre 2012
La via Dolorosa

La via Dolorosa
Dalla porta del Leoni o di S. Stefano, passando accanto alla chiesa di Sant'Anna, e dirigendosi verso l'inteno della città si giunge ad un complesso che racchiude quello che si ritiene fosse il luogo del pretorio romano durante la Pasqua ebraica (Fortezza Antonia).
Da questo punto parte la strada percorsa da Gesù Cristo verso il Calvario.
Alcune stazioni sono narrate dai vangeli altre sono create dalla pietà popolare per un totale di 14 stazioni. Ogni venerdì, alle ore 15, i frati francescani ripercorrono il cammino di Gesù.

Il percorso della via Dolorosa
Nella via Dolorosa

I e II stazione
Il pretorio era situato in questo luogo anche perché era quello più vicino al Tempio. Questo luogo ai tempi di Gesù era detto "Lithostrotos", come testimonia l'evangelista Giovanni. Qui venne emessa la condanna di Gesù da parte di Pilato.Visitiamo la Cappella della Flagellazione, la Cappella della Condanna e la Basilica dell'Ecce Homo. In questo complesso sono collocate la I e la II stazione della Via Crucis.

III stazione
Tutto il percorso si trova nella parte della Città vecchia denominata quartiere musulmano. Proseguendo il cammino giungiamo alla III stazione, in prossimità dell'incrocio con la strada che scende dalla porta di Damasco. La tradizione popolare venera il luogo della prima caduta di Gesù sotto la Croce.
Di lì a poco i soldati romani impongono a Simone di Cirene di caricare sulle sue spalle la Croce di Cristo.

IV e V stazione
In prossimità della III stazione c'è l'entrata del cortile degli armeni cattolici. In fondo al cortile c'è la chiesa di Santa Maria dello Spasimo.
La stazione è stata stabilita lungo la via ed è indicata da una lunetta, posta sopra una porta di un piccolo oratorio. Purtroppo nella confusione questa IV stazione rischia di essere nascosta da abiti che sventolano dal confinante bazar. A pochi metri sulla svolta a destra una piccola cappella francescana ricorda la V stazione, quella di Simone il Cireneo che aiuta Gesù.

VI e VII stazione
Dopo la V stazione, la via sale prima lentamente poi, a metà strada, verso la VII stazione cambia bruscamente pendenza e diventa più ripida.
In prossimità di questo cambio è collocata la VI stazione: quella dove la Veronica asciuga il volto di Gesù.
La VII stazione, posta al termine della ripida salita, è il luogo della seconda caduta di Gesù sotto il peso della croce. All'inteno di una cappella è conservata una colonna romana parte del colonnato o Cardo Maximus di Aelia Capitolina. In questo punto terminavano le mura della Città ai tempi di Gesù e si usciva verso il Calvario.

VIII e IX stazione
A circa una trentina di metri dopo la VII si trova l'VIII stazione: luogo dell'incontro di Gesù con la folla di popolo e di donne che piangevano battendosi il petto.
Ma Gesù, voltatosi verso le donne, le invitò a piangere su loro stesse e sui propri figli. A questo punto della Via Dolorosa bisogna ritornare indietro, all'incrocio della VII stazione, poiché la strada è interrotta dal convento greco di S. Caralambos. Dopo alcune svolte, raggiungiamo la IX stazione detta della terza caduta di Gesù. Si trova su una colonna della porta del convento copto, dietro all'abside della basilica del S. Sepolcro.

X-XI-XII-XIII-XV stazione
Queste ultime stazioni fanno parte del complesso che è racchiuso nell'area della Basilica del Santo Sepolcro.
E' la regione detta in aramaico del Golgota, del Calvario o in greco del cranio. Non è un monte ma un'area di poco elavata (monticulus) rispetto all'area circostante. Il nome, per la verità, apparteneva anche all'area circostante dove si trovava un giardino, luogo della sepoltura del Cristo. Una spiegazione è data dal piccolo dislivello, solo 5 metri, tra la Cappella del Calvario e il pavimento dell'attuale Basilica. Il luogo nei primi secoli della dominazione romana fu fatto sparire al di sotto della terrazza del Campidoglio di Aelia Capitolina, nome di Gerusalemme dopo la distruzione dell'anno 70 e la sua ricostruzione imperiale.

Terminata la visita delle varie chiese che ricordano il processo e la flagellazione di Cristo, continuiamo nel suk arabo il nostro pellegrinaggio nella "Via Dolorosa" o "Via Crucis".
Come avevo gà letto, non mi aspettavo una stradina deserta e caratteristica, atta ad un profondo raccoglimento, ma l'impatto con la confusione del mercato fu decisamente superiore alle mie aspettative. Una "rincorsa" fra la gente e la confusione degli oggetti e dei colori sgargianti appesi agli innumerevoli negozi, non ti lasciavano il tempo per pensare e raccoglierti.
Una esperienza "turistica" ma non certamente da definire "di fede".
Per fortuna il percorso prevedeva delle fermate in varie chiese: l'Armena, la Copta e l'Etiiope, che hanno consentito, non solo di "prendere respiro" dalla confusione della stretta stradina,ma di fare ulteriori esperienze su confessioni cristiane decisamente poco note in occidente per la mancanza di loro chiese presenti esclusivamente nelle loro relative aree geografiche.

Descrizione della via Dolorosa