Trovarsi in Israele - Il mio viaggio in Terrasanta

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Trovarsi in Israele

Candele commemorative ebraiche
Queste due candele votive ebraiche, benchè uguali e già usate, hanno una loro particolare storia:
la prima a sinistra è stata presa a Varsavia nel 2011 sul monumento commemorativo agli ebrei del Ghetto.
La seconda a destra a Gerusalemme nel 2012.
Il candelabro ebraico è invece un semplice ricordo.

Trovarsi in israele...
Ho girato per anni e conosco bene tutta l'Europa oltre ad aver avuto esperienze diverse  in Russia, Stati Uniti e Cina.
Visitare Israele è stata però una esperienza decisamente diversa ed unica nel suo genere poichè a differenza di altri paesi, Israele concentra in poche migliaia di chilometri quadrati, popoli e religioni completamente diverse con una storia particolarmente tormentata.
Gerusalemme, in particolare, è ancora oggi una città amata e contesa da millenni e che non trova ancora pace.

Sono stato ad Aushwitz, a Dacau, a Bergen Belsen, a Terezin, nel Ghetto di Varsavia e dopo le atrocità del nazismo non potevo non avere comprensione e simpatia per questo popolo che credevo avesse solo "nemici" all'esterno ma che invece si è rivelato fragile e contraddittorio anche al suo interno sotto molti aspetti. Il primo dei quali di carattere esclusivamente religioso per la presenza non irrilevante di ebrei ortodossi che costantemente , nei decenni di vita di Israele, sono aumentati di numero e
di influenza.

Dal punto di vista teorico non esistono religioni monoteiste che predicano l'odio e la divisione tra i popoli e tutti, sempre teoricamente, dovrebbero essere fratelli ma molti pregiudizi e ortodossie frenano oggi, se non ostacolano, questo processo di integrazione .

Il Dio degli ebrei "parla" infatti solo ebraico ed è "ad uso e consumo" esclusivamente del popolo ebraico, "il popolo eletto".  Questa convinzione  ha sempre portato gli ebrei a distinguersi dagli altri popoli e mantenendo inalterate per secoli le loro immutate tradizioni, li hanno sempre condotti ad isolarsi in ghetti creando quelle condizioni di intolleranza che in più occasioni storiche li hanno portati  ad essere o scacciiati come dalla Spagna e dall'Inghilterra, o addirittura "annientati" dalla Germania nazista.
Molti ebrei ortodossi vivono ancora nell'attesa del Messia e rinnegano come gli haredim ed i  "Neturei Kartaogni" ogni forma di civile partecipazione allo stato oltre a giudicare come eretici gli appartenenti ad altre confessioni come scritto nel Talmud: "
45-29N - Non avere pietà e paura dei falsi profeti. "- "Deut. 18:22. e 38-18NV - Non risparmiarti di odiare chi predica altri idoli. - Deut. 13:9".......
Manifestazioni di intolleranza anche verso i cristiani sono avvenute recentemente da questi estremisti religiosi con scritte ingiuriose verso Gesù su alcune porte di conventi.

Allah, parla e si manifesta poi solo in arabo e secondo il Corano tutti gli altri che non credono in lui sono degli "infedeli". Le loro moschee sono in genere inaccessibili ad altre confessioni. Sunniti e sciiti oltre a numerose frange estreme di integralisti islamici si contendono poi con le loro diverse interpretazioni le "verità" del Corano  non disdegnando spesso, come è ben noto, atti violenti di intolleranza verso le altre fedi.

Poi esistono i cristiani dove le divisioni fra le varie confessioni: da quella cattolica a quella ortodossa greca, siriaca, eritrea, armena, luterana, protestante, evangelica, ecc. risultano particolarmente evidenti a Gerusalemme.
Anche qui, a volte l'intolleranza fra cattolici ed ortodossi si è manifestata per i presupposti "diritti" di accesso ai luoghi santi.

Il Dio cristiano non è appannaggio di un solo popolo e la sua parola è universale. Nonostante questo, la convivenza fra cristiani ed ebrei  rimane ancora difficile per secoli di reciproci sospetti: da un lato l'accusa di aver ucciso Gesù e dall'altro di essere stati perseguitati per secoli da tutte le comunità cristiane fino a giungere all'olocausto.
Da queste brevi considerazioni si può capire allora come sia difficile far convivere insieme in poche migliaia di kmq. tante teste e tanti pregiudizi.

Israele: un immenso ghetto.
Ogni comunità vive e lavora nei suoi gusci chiusi e quasi inaccessibili ad altre confessioni dove Gerusalemme da secoli ne è l'esempio più evidente.
Questo senso di divisione dove non esistono vere barriere, a parte il famoso "muro" di divisione con la Cisgiordania, alla fine ti soffoca nei comportamenti, negli sguardi, nei differenti modi di vivere.

La foto è stata da scattata nelle vicinanze del monumento  del ghetto di Varsavia
Non è folclore, è la tragica constatazione che gli uomini in questo paese non sono uguali, con pari diritti, dignità e doveri. La religione e l'ortodossia dividono  irrimediabilmente le coscienze.
Quando sei in mezzo alla gente alla fine ti senti sempre "uno straniero" e non sai mai con chi potresti incontrare se sei considerato suo fratello o un suo potenziale oppositore per il credo che porti.
Spesso rimani indifferente e la gentilezza, l'accoglienza e la disponibilità, anche per le eccessive regole religiose, rimangono solo parole vuote. Questa è stata la mia impressione.
Tutte queste contraddizioni, dove rimane difficile capire dove stia veramente la verità e la ragione, generano alla fine diffidenze verso tutto e verso tutti e fanno si che Israele venga oggi nel mondo più compreso che amato.

La persecuzione degli ebrei ed il loro diritto di esistere

  • ...Nell'impero romano con Caracalla divengono cittadini romani (212) acquistando notevoli libertà in Asia minore, nei Balcani, nell'Africa settentrionale e in Spagna.
Tuttavia, le successive leggi restrittive di Costantino, Teodosio e Giustiniano li privano di alcuni diritti acquisiti con la cittadinanza romana.

  • ....“Successivamente, nel secondo millennio dell'affermazione del Cristianesimo in Europa, il popolo ebraico va incontro a maggiori problemi, infatti vengono accusati di deicidio poiché la morte di Cristo, secondo i cristiani, è stata causata dal popolo ebraico. Va però detto che fino al secolo XI la convivenza tra Ebrei e Cristiani era per lo più pacifica e costruttiva.

  • .....L'atteggiamento della Chiesa nei loro confronti è stato fin dal principio duplice: agli ebrei vengono attribuite le colpe di miscredenza e deicidio, ma non c'è dubbio che essi sono stati prima dei cristiani il popolo eletto e che attraverso i loro profeti Dio ha dettato l'Antico Testamento, la base del Vangelo.
Gli Ebrei, in molti luoghi, possono esercitare solo il commercio della roba usata e praticare l'usura. Quest’ultimo è ufficialmente vietato dalla Chiesa che lo permette però a chi, come l'ebreo, non appartiene alla comunità cristiana. Il fatto è di incalcolabile importanza: in un'epoca in cui si passa dall'economia di baratto a quella di mercato, il controllo degli investimenti e della circolazione monetaria assicura un ruolo finanziario e commerciale primario a chi lo detiene. Il prestito serve sia ai nobili e alle prime Signorie, che hanno bisogno di continui finanziamenti per le guerre, sia al popolo minuto, le cui misere condizioni di vita lo costringono a ricorrere a piccoli prestiti per sopravvivere.

  • .....Paradossalmente agli ebrei si rinfacciava di essere ciò che la maggioranza imponeva loro, cioè di separarsi dagli altri quando erano costretti per legge a vivere in quartieri separati; di praticare laddove la legge permetteva loro – e anzi li incoraggiava – il prestito a interesse, che a cristiani e musulmani era ufficialmente interdetto; di non favorire le conversioni, quando queste erano duramente sanzionate dalla legge.

  • .....L'intensificarsi della devozione popolare e la crescente irritazione nei confronti dell'usura praticata dagli ebrei culminano in una serie di espulsioni: dall'Inghilterra nel 1290, dalla Normandia nel 1296, dalla Francia nel 1306, nel 1394 e alla fine del Quattrocento dai domini spagnoli, fino a sfociare anche in sanguinose persecuzioni (Pogrom), spesso istigate da infondate accuse di profanazione delle ostie e di omicidi rituali.

  • ...La peste nera che si diffonde in Europa nel 1348 è nuovo motivo di persecuzione. Gli ebrei sono infatti incolpati di diffondere la malattia avvelenando i pozzi, rimanendone essi immuni. Se la prima accusa è falsa, la seconda nasce da un'osservazione probabilmente fondata. Gli ebrei vivono già raccolti e isolati in un'unica zona della città (il ghetto) e seguono, per motivi religiosi, particolari e rigorose norme alimentari ed igieniche. È possibile quindi che, proprio grazie a questi elementi, la pestilenza non trovi terreno fertile nelle loro comunità. La calunnia, che nasce e si diffonde in Germania, provoca massacri e fughe.

  • .....La rapida affermazione delle dottrine di Martin Lutero a metà del 1400 conducono poi ad una ulteriore diffidenza sfociata successivamente in massacri.
Nella sola Germania sono sterminate oltre 350 comunità ebraiche. Molti ebrei fuggono dal centro Europa e emigrano verso oriente. La Polonia dapprima li accoglie favorendone una propria cultura (Yiddish), poi le autorità e la popolazione li perseguita.

  • ......I gruppi che vivevano nella penisola iberica, con l'opera dell'Inquisizione sono perseguitati e condannati nella Spagna di Torquemada anche con torture e battesimi coatti (1492).....

  • ....Però nel 1492 in Spagna, i re cattolici Ferdinando e Isabella decidono di cacciare dal loro regno tutti gli ebrei che vi abitano. Furono cacciati 300.000 individui.

  • Nel 1496 sono espulsi dal Portogallo ed anche i battezzati coatti, chiamati "marranos" sono obbligati a lasciare il paese.....

  • .....Altri trovano rifugio anche nell'Italia settentrionale, in particolare nelle comunità di Venezia, Padova, Ferrara e Mantova. Il numero degli ebrei che vivono nella nostra penisola sale a circa cinquantamila su un totale di 11 milioni di italiani di quel tempo. Nel corso del Medio Evo, le legislazioni relative agli Ebrei in Italia sono variabili di luogo in luogo: in alcune località, potevano possedere terreni e fabbricati. Col Cinquecento, però, tale facoltà andò restringendosi ai soli fabbricati. La "nazione ebraica" resta così al bando dalle comunità cristiane per molti secoli.

  • .....La politica assolutistica del XVII e del XVIII secolo verso le comunità ebraiche è di pura convenienza economica: nei principati tedeschi i vari sovrani vi cercano nuove fonti economiche mediante lotterie e monopoli. Si viene così a costituire una classe di ebrei finanzieri e banchieri creando una sorta di aristocrazia in seno ai collegionari (baroni Rothschild) che continuano a vivere di piccolo commercio del cambio e dei pegni.......

  • .....Soltanto nel 1781 L'imperatore d'AustriaGiuseppe II emana una patente di tolleranza (atto legislativo che concede la libertà di religione ai gruppi non cattolici tra cui gli ebrei chiamati israeliti, mentre la Rivoluzione francese pronuncia a sua volta la piena equiparazione degli ebrei agli altri cittadini nel 1791.

  • ....Assai dura per tutto l'Ottocento resta, invece, la condizione degli ebrei in Russia, in cui l'annessione delle province polacche aveva inserito più di un milione di israeliti; l'assassinio di Alessandro II (1881) provoca sanguinosi massacri di ebrei (pogrom), favoriti dal governo, che si ripetono negli anni seguenti, provocando migliaia di morti.
L'antisemitismo però non scompare nei paesi in cui gli ebrei sono stati emancipati; esso continua a serpeggiare virulento all'interno di circoli culturali e di gruppi politici di orientamento reazionario e nazionalista.

  • .......Con la riorganizzazione degli Stati dell'Europa su base etnica gli Ebrei, senza Stato, diventano facile bersaglio della retorica nazionalista. Il razzismoantisemita prende poi nuovo vigore dopo la grande guerra, con manifestazioni particolarmente violente in Germania, dove il nazionalismo, stimolato dalla disfatta, addossa agli ebrei e ai socialisti la responsabilità della sconfitta, aprendo la strada alle farneticazioni di Hitler, che indica negli ebrei la causa di tutte le disgrazie del paese

Una nota positiva.
Alla fine di un approfondito giro per il paese ho notato che moltissime chiese cattoliche erano di recente costruzione, principalmente rifatte o costruite dal 1920 in poi.
La ragione è stata molto semplice: dalla caduta dell'impero ottomano avvenuta nel 1918, Israele è stato fino al 1948 un protettorato inglese che non più vincolato a leggi islamiche ha consentito una maggiore libertà a tutti gli organi religiosi di ritornare in Terrasanta.
Successivamente alla nascita dello stato di Israele, avendo Israele stesso la necessità di disporre del consenso e di un riconoscimento internazionale, ha allentato un po' la propria rigidità religiosa permettendo in particolare l'acquisto di terreni da parte della chiesa cattolica per rinnovare chiese e realizzare numerose ed importanti strutture di accoglienza.