12 Settembre 2012 - Tabgha e la moltiplicazione dei pani - Il mio viaggio in Terrasanta

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12 Settembre 2012 - Tabgha e la moltiplicazione dei pani

12 Settembre 2012
Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani

Tabgha, posta a poche migliaia di metri nelle vicinanze del lago, è stata la seconda tappa della mattinata dove abbiamo visitato la chiesa che ricorda il miracolo di Gesù della moltiplicazione dei pani e dei pesci. A differenza del santuario precedente, questa chiesa, anche se recente come molte altre, racchiude i resti di una chiesa bizantina precedente che riporta una serie di mosiaici sul pavimento. Sotto l'altare è ancora presente la pietra dove si suppone che Gesù effettuò il miracolo.

Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani

Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani
Secondo molti esegeti la moltiplicazione dei pani e dei pesci sarebbe avvenuta a nord-est del lago di Tiberiade e solo motivi pratici avrebbero fatto preferire questo luogo più accessibile e più sicuro.
La chiesa più antica che qui fu edificata risale al 352 d. C. ed era ad una sola navata. La pellegrina Egeria scrive che l'altare era costituito dalla roccia sulla quale Gesù aveva posato i pani. Sopravvivono alcuni resti di questa antichissima chiesa visibili nel transetto settentrionale ed a destra dell'altare.
Questo santuario venne distrutto da un terremoto e subito ne venne costruito un altro, bizantino, verso la metà del V secolo. Si trattava di una chiesa molto più ampia della precedente, con tre absidi, abbellita di splendidi mosaici, parte dei quali si può ammirare ancora oggi.
Il mosaico bizantino che rappresenta il miracolo.Il "nilometro" raffigurato sul pavimento bizantino.
Anche la chiesa bizantina andò distrutta, rasa al suolo dai persiani nel 614, e tutto restò dimenticato nei secoli.
Solo nel 1932 furono scoperte le antiche strutture con i mosaici ed una nuova chiesa, copia moderna di quella bizantina, venne consacrata nel 1982 ed è oggi custodita da monaci benedettini tedeschi.
Sotto l'altare è collocata la pietra venerata dai pellegrini e raccontata da Egeria e tra i mosaici, risalenti al V secolo, ritenuti tra i più belli tra quelli che si possono ammirare in Israele, fa spicco quello famosissimo che commemora il miracolo con la raffigurazione di una cesta di pani con due pesci ai lati. "Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!»"

Marco, c.6, 34-44.
La moltiplicazione dei pani e dei pesci

Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.  Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: "Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare". Ma egli rispose: "Voi stessi date loro da mangiare". Gli dissero: "Dobbiamo
andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?". Ma egli replicò loro: "Quanti pani avete? Andate a vedere". E accertatisi, riferirono: "Cinque pani e due pesci".
Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull'erba verde. E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta.  Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li
distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono,e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. 44 Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani
Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani
Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani
Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani
Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani
Tabgha - La chiesa della moltiplicazione dei pani
Un ampio frammento di mosaico bizantino raffigura chiaramente un "nilometro".
Il "nilometro" era uno strumento a forma di torre che, posto sulle rive del Nilo, serviva a misurare le piene
Alcuni vogliono che la sua presenza fosse giustificata dalla credenza popolare che le sorgenti locali (Tabgha sarebbe la corruzione della parola greca "Eptapegon" = "sette sorgenti") fossero alimentate sotto terra da quelle del Nilo. Ma è più probabile che gli anonimi artisti che realizzarono i mosaici della chiesa fossero egizi